Un secolo di storia ricco di cambiamenti e rivoluzioni anche tecniche ed economiche.
L’azienda ha inizio nel 1923 grazie all’intuizione di Spartaco Grazioli (1900-1974) che, fin da giovane, impara l’arte della falegnameria dal padre Clearco e dal nonno Giuseppe, i quali producono attrezzi agricoli e carri in legno per le attività in campagna.
Il lavoro dà buoni risultati e l’attività di “carradore” (fabbricazione, riparazione e vendita di veicoli a trazione animale) continua con un certo successo.
1945
Dopo cinque anni di guerra l’Italia deve ricostruire il proprio tessuto sociale ed economico. Una generazione nuova si rimbocca le maniche e la famiglia Grazioli riparte con la propria azienda inserendo la seconda generazione. Accanto a Spartaco Grazioli iniziano a lavorare i due figli: Clearco e Dario. Acquistano una porzione di terreno a Visano e costruiscono l’officina, reimpiegando mattoni e materiali recuperati dalle macerie belliche.
La cooperazione tra attività artigiane del piccolo paese bresciano permette di soddisfare la più vasta clientela, producendo resistenti carri e carretti per il lavoro e per i trasporti. Clearco ricorda di quel periodo la forte richiesta di legname della bottega Grazioli come anche il recupero di pneumatici in gomma dagli scarti degli aerei dismessi dalla vicina pista di atterraggio di Ghedi in funzione dagli anni Venti.
Non tutto si trova a kilometro zero; per il rifornimento di cerchi in ferro e assali la ditta acquista presso una famiglia di forgiatori di Vicenza.
1960
L’azienda cresce e nel giro di un decennio si trova nel cosiddetto boom economico e si decide di ampliare il laboratorio. Ormai il ferro ha sostituito il legno così come i motori hanno sostituito gli animali. Si procede con la costruzione di un capannone sull’area adiacente alle abitazioni, acquistata subito dopo la guerra.
1974
È una tappa fondamentale nella storia dell’attività della famiglia Grazioli; scompare il fondatore Spartaco Grazioli e il laboratorio artigiano viene convertito in società: la “Officina Meccanica Grazioli”.
Pertanto i due figli si intestano l’azienda e formalizzano i settori di competenza nei quali si sono specializzati fin dal loro esordio nel mondo del lavoro. A Dario compete la filiera della costruzione, le vendite spettano a Clearco.
1977
Con l’obiettivo di allargare le proprie vendite Dario e Clearco si impegnano nella costruzione, riparazione e vendita di macchine e rimorchi agricoli con i loro ricambi e fondano una ulteriore fabbrica in San Giovanni in Croce (CR) denominata SO.ME.CAR.
Seguendo le nuove tendenze zootecniche, iniziano anche la costruzione di carri miscelatori sia orizzontali che verticali, sebbene l’attenzione produttiva sia sempre più rivolta verso la costruzione di rimorchi e botti di grandi capacità per il liquame, atti a soddisfare le richieste di un mercato sempre più in evoluzione.
1991
Viene acquisita la ‘Remac’, un’azienda dal nome prestigioso, conosciuta sul mercato come costruttore leader di attrezzature per la lavorazione del terreno, con particolare vocazione per gli erpici rotanti. La gamma, così completata ed articolata, è in grado di coprire le varie necessità del cliente anche più esigente, relativamente a lavorazione del terreno, trasporto e distribuzione dei prodotti agricoli.
Con questa acquisizione, le officine ‘Grazioli-Remac’ diventano una struttura polivalente e conquistano un’importante fascia di mercato, grazie anche alla nuova organizzazione della rete di vendita, sia italiana che estera.
1995
Inizia l’importazione dall’Italia degli erpici Remac da parte di un’importante azienda dei Paesi Bassi. Queste macchine molto robuste piacciono all’utente olandese perchè lavorano in modo eccellente nell’argilla pesante della pianura Padana italiana e continuano a godere di questa reputazione nei Paesi Bassi. I volumi delle vendite si aggirano ormai intorno alle centinaia di macchine. Sono disponibili una versione leggera e una versione pesante del modello più venduto, la macchina di tre metri. Per i trattori con un’elevata potenza della presa di forza è disponibile una trasmissione extra pesante. Oltre alla macchina di tre metri, anche i modelli pieghevoli idraulici sono un successo.
Nel frattempo, alla storica produzione, viene affiancata la nuova linea Spazio Verde, rivolta ai professionisti del verde e all’orticoltura. Macchine accolte favorevolmente dal mercato europeo, grazie all’affidabilità e alle innovazioni tecniche apportate.
1998
La fine del millennio e gli anni di espansione e lavoro svolto in azienda vengono purtroppo funestati da un evento calamitoso, di portata storica per il piccolo centro della bassa e il suo tessuto sociale ed economico; una tromba d’aria travolge e distrugge la zona residenziale e artigianale del paese. L’azienda “Officine Meccaniche Grazioli” subisce ingenti danni e la distruzione di cinquanta anni di lavoro.
Totalmente scoperchiati i capannoni, danneggiati strumenti e macchinari già pronti per la consegna, sfondate le pareti, il fermo produzione destinato a durare a lungo. Il peso economico è esorbitante e ammonterebbe a cinque o sei miliardi di lire.
2007
La Famiglia Grazioli non demorde e arriva ad aprire una nuova sede a carattere prettamente industriale su un’area di 15.000 metri quadrati di cui 4.500 coperti in Calvisano (BS) località Mezzane. In questo sito sono concentrate ed ottimizzate tutte le attività produttive e logistiche, sempre aggiornate alle novità.
Silvio e Spartaco Grazioli hanno una sincera e maniacale passione per il prodotto del loro lavoro, tanto che, secondo la loro esperienza, dovrebbe uscire dalla fabbrica il più perfetto possibile, in ogni sua parte.
Difatti l’evoluzione e il progresso dell’azienda sono legati inscindibilmente al cambiamento dell’agricoltura, trasformatasi da sussistenza a intensiva, con grandi rese in spazi ridotti. Pertanto il perfezionamento delle macchine prodotte è rivolto alla progettazione di mezzi più grandi e performanti; non meno importante è il connubio con l’ottimizzazione dei costi, che si è reso necessario e indispensabile per la sopravvivenza delle realtà zootecniche committenti.
Oggi
Basterebbe la consultazione dei cataloghi aziendali per verificare il passaggio avvenuto negli ultimi anni: dall’immissione nel mercato di macchine di piccole dimensioni come i carri botte e i rimorchi ad un asse, a prodotti di punta che sfruttano tre e quattro assi per le macchine da trasporto e 6 / 7 metri per le macchine lavorazione terreno.
Va segnalata l’esclusiva conformità delle macchine da trasporto Grazioli Remac al Regolamento Europeo n. 167 / 2013, denominato Mother Regulation Agriculture, recepito dall’anno 2017/2018, senza comunque abbandonare le tradizionali omologazioni italiane, al fine di soddisfare le esigenze di circolazione su strada di un numero maggiore di clienti.
Questa visione di futuro e tecnologia è documentata da due recenti articoli apparsi su organi di stampa specializzata: per prima un’app che si applica ai carribotte e permette di monitorare la quantità di azoto versato e la relativa copertura di terreno; poi la macchina Genius, con il suo sistema a scarico orizzontale che si può trasformare da spandiletame a dumper (e viceversa) in pochi minuti.
Come è evidente, un’azienda aperta ai cambiamenti della quarta rivoluzione industriale, l’industria 4.0, sempre più in simbiosi con l’era del digitale del nuovo millennio, necessita il supporto di una generazione di nativi digitali, la quarta, che sappia studiare e gestire queste nuove applicazioni.
Il primo risultato dei “nativi digitali”, al momento rappresentati da Jacopo Grazioli, è stato l’ottenimento della segnalazione “novità tecnica Eima 2021” per l’applicazione innovativa allo spanditore modello Genius di un sistema interrante di materiale semi-solido.








